Psicologo Padova

Centro Studio Neuropsiche

Le difficoltà quotidiane fanno parte della vita

Ansia, stress, insoddisfazione, traumi, problemi affettivi… sono tutte problematiche che vanno a danneggiare nel tempo il nostro benessere interiore e ci portano ad isolarci nei rapporti con gli altri; tu puoi affrontarle con aiuto della dottoressa Cinzia Festa e del suo team di psicologi e psicoterapeuti.

Nello Studio Neuropsiche troverai lo specialista più adatto per la cura di quei traumi che non ti permettono di vivere in serenità la tua vita.

Vieni a conoscere il nostro studio! Troverai la porta aperta.

Psicologo Psicoterapeuta Padova Dott.ssa Cinzia Festa

Direttore del Centro Neuropsiche

Riconoscere un problema è il primo passo per risolverlo

Puoi superarlo insieme a noi, con il nostro aiuto...

Centro di Psicologia e Psicoterapia Padova

Cosa vuol dire stare bene?

La verità è che per ognuno di noi la serenità ha significati diversi, così come sono diversi i traumi che la minacciano.

Prima metteremo a fuoco cosa ti fa stare bene.
Poi ti seguiremo incontro dopo incontro, restando al tuo fianco fino a che non riuscirai a camminare da solo.

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Cosa fa lo psicologo?

Questo articolo nasce con l’intento di spiegare e approfondire, con termini semplici e chiari, il ruolo della figura professionale dello psicologo, le sue competenze e i principali ambiti di pertinenza della psicologia. Lo psicologo, come il medico, è abilitato dallo Stato e regolarmente iscritto all’Ordine per esercitare la professione sanitaria di prevenzione, diagnosi, cura e rieducazione dei pazienti, oltre a svolgere attività di ricerca e aggiornamento nell’ambito psicologico.

Lo psicologo, in generale, si occupa di diagnosticare e curare disagi e disturbi mentali, ma anche di promuovere la salute psicologica per prevenire l’insorgere di patologie, il tutto mediante tecniche e metodi specifici volti alla risoluzione del problema.

Quando da soli non si riesce più ad alleviare il proprio malessere, occorre rivolgersi con fiducia e serenità a uno psicologo. Perché farlo? Per ritrovare felicità e benessere, per avere maggiore fiducia in sé stessi, per superare una crisi momentanea, un trauma o un lutto, per liberarsi dall’ansia e dallo stress, per vincere dipendenze e abitudini autolesionistiche.

Con l’aiuto dello psicologo si possono affrontare percorsi di crescita personale per aumentare la propria autostima, ritrovare benessere psicofisico imparando a gestire emozioni, stati di ansia e stress, ottenere sostegno psicologico per superare traumi e dipendenze oppure migliorare le relazioni con gli amici, colleghi e parenti.

Lo strumento principale che utilizza lo psicologo è il colloquio, ma si avvale anche di strumenti come questionari e test e questionari scientifici. Lo psicologo, attraverso il percorso che compie insieme al paziente o ai pazienti, fornisce gli strumenti necessari di indagine, aiutando a comprendere meglio la propria psiche e la propria personalità. Questi strumenti possono essere utili anche per nuove situazioni e nuovi episodi di disagio che possono essere affrontati anche da soli una volta con una nuova chiave di lettura.

Lo psicologo collabora anche con altri professionisti come pediatri e medici di famiglia, ma anche figure come assistenti sociali, educatori, neurologi e psichiatri. Questo perché, per giungere alla risoluzione del problema del paziente spesso non è sufficiente il solo intervento psicologico.

Durante il percorso conoscitivo del paziente, infatti, lo psicologo può ritenere opportuno indirizzare il caso verso altri ambiti, come nel caso della psicoterapia per casi più importanti o della neurologia nel caso i problemi riguardino anche la sfera fisica. Si tratta dunque di una professione complessa e variegata, il cui ambito di azione spazia in molteplici settori e può richiedere l’interazione tra più professionisti e l’utilizzo di svariati metodi e tecniche.

Psicoterapeuta Padova Studio neuropsiche

La figura e le funzioni dello psicologo

Alla luce di quanto scritto in precedenza appare chiaro che quella dello psicologo è una figura complessa, versatile e impiegata in molteplici settori, in grado di operare nel vasto campo della psicologia con tecniche e strumenti diversi a seconda dell’ambito. Attività e competenze richieste che possono differire anche notevolmente in funzione del campo di applicazione. Come si diventa psicologo? Come ci si specializza in psicoterapia? Quali altre professionalità esistono in questo campo?

Il percorso per diventare psicologi

Per diventare psicologi occorre intraprendere un percorso di studi specialistico che prevede, come primo step, il conseguimento di una Laurea quinquennale in Psicologia presso un’Università italiana. Una volta conseguita la laurea occorre svolgere un tirocinio della durata di un anno presso una struttura convenzionata sotto la supervisione di un tutor iscritto all’Ordine degli Psicologi.

Al termine di questo periodo, l’aspirante psicologo può sostenere l’esame di Stato che gli consente di ottenere l’abilitazione a esercitare. Con il superamento dell’esame statale può iscriversi all’Ordine degli Psicologi nella sua regione di competenza (nell’Albo sezione A) e cominciare a svolgere la professione.

Esiste però un altro iter per diventare dottore in tecniche psicologiche, quindi una figura parallela a quella dello psicologo ma con competenze e operatività più limitate. Ottenendo la laurea triennale in Scienze e Tecniche psicologiche e svolgendo un tirocinio post-laurea di almeno 6 mesi (seguito da un tutor abilitato) è possibile accedere all’esame di stato.

Superandolo si ottiene la qualifica professionale di Dottore in Tecniche Psicologiche (in passato chiamato Psicologo Junior) ed è possibile iscriversi regolarmente all’Albo degli Psicologi regionale nell’apposita sezione B.

É opportuno ricordare, però, che sono legalmente autorizzati a svolgere la professione di psicologo solo ed esclusivamente i professionisti iscritti nella Sezione A dell’Albo degli Psicologi.

Si tratta di un requisito fondamentale e imprescindibile per operare come psicologo in aziende private e/o strutture pubbliche. Il Dottore in Tecniche Psicologiche può lavorare solo sotto la supervisione di uno Psicologo iscritto alla sezione A dell’Albo.

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Cos’è l’ordine degli psicologi

L’Ordine Professionale degli Psicologi, costituito nel 1989, è l’ente istituzionale che riunisce tutti i professionisti che esercitano l’attività di psicologo, dottore in tecniche psicologiche e psicoterapeuta in Italia.

Tale ente, supervisionato direttamente dal Ministero della Salute e da quello di Giustizia, è strutturato a livello territoriale con sedi in ciascuna regione italiana. Ogni psicologo abilitato, per esercitare l’attività, ha l’obbligo di iscriversi all’Albo degli Psicologi di competenza della propria regione dopo aver superato l’esame di Stato.

Il Consiglio Nazionale dell'Ordine degli Psicologi (CNOP) ha, invece, sede a Roma ed è composto dai presidenti dei vari ordini regionali. L’Ente nazionale rappresenta la categoria degli psicologi sia a livello italiano sia europeo occupandosi, oltre alle questioni a carattere prettamente nazionale, di predisporre e aggiornare il codice deontologico dell’ordine. Scopo del Consiglio Nazionale degli psicologi è garantire un elevato standard qualitativo delle attività svolte dai professionisti al fine di tutelare i pazienti, vigilando su tariffari e prestazioni.

Tra gli altri obiettivi dell’ente c’è quello di aggiornare annualmente l’Albo degli psicologici attivi, rendere pubblico e far seguire il Codice Deontologico a tutela della professionalità della categoria, nonché vigilare per impedire l’abuso nell’esercizio dell’attività di psicologo. Infine, il CNOP vigila sul costante aggiornamento che tutti gli psicologi regolarmente iscritti devono compiere annualmente.

Le altre professionalità

Lo psicologo nello svolgere la sua attività può collaborare anche con altre professionalità del campo medico e sociale. Si tratta di figure competenti in materia, in grado di completare e arricchire il lavoro svolto dallo psicoterapeuta e operare su "terreni" di minor competenza psicologica.

É il caso del medico di famiglia, del pediatra, degli operatori ed educatori socio sanitari, ma anche di psichiatri e neurologi. Lo psicologo, infatti, è in grado di condurre il paziente attraverso un percorso di sostegno psicologico e risoluzione del problema, ma non di prescrivere farmaci in caso di reale necessità. In questo caso interviene il medico di famiglia o uno psichiatra.

Un esempio è la depressione: quando l’angoscia e l’inquietudine arrivano a livelli difficilmente tollerabili dal paziente, il connubio terapia psicologica e farmaci può garantire risultati migliori in termini di guarigione. Lo psicologo, però, non essendo un medico non può prescrivere medicinali. In altri casi l’interscambio professionale avviene invece con un passaggio di consegne come nel caso di educatori e operatori socio sanitari che fungono da tramite tra il paziente e lo psicologo.

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Criteri per valutare la professionalità di uno psicologo/psicoterapeuta

Valutare la professionalità di uno psicologo e psicoterapeutica è fondamentale per affidarsi con fiducia al trattamento.

Per farlo è opportuno verificare alcuni aspetti importanti:

  • Iscrizione all’albo degli psicologi: consultando il database dell’Ordine degli Psicologi della regione di iscrizione e competenza oppure visitando il sitointernet dell’Ordine Nazionale degli Psicologi.
  • Iscrizione all’elenco degli psicologi-psicoterapeuti: verificando nel database dell’ordine degli psicologi della regione di iscrizione qual ora lo psicologo offra anche psicoterapia.
  • Rispetto delle normative sulla privacy: lo psicologo è tenuto per legge a far firmare al paziente una dichiarazione che autorizza al trattamento dei dati personali sensibili, rilasciandone una copia.
  • Richiesta del consenso firmato: lo psicologo deve obbligatoriamente far firmare la richiesta del consenso al trattamento di chi fruisce della prestazione psicologica, oppure di psicoterapia, da parte di entrambi i genitori nel caso di prestazioni rivolte a minorenni.
  • Rispetto del codice deontologico: consultabile sul sito dell’Ordine Nazionale degli psicologi.
  • Lo psicologo non deve avere rapporti di natura privata con le persone con cui lavora, nessuna interazione extra lavorativa che possa interferire con l’attività professionale, secondo quanto previsto dall’articolo 28 del Codice Deontologico.
  • Rispetto del segreto professionale e dei suoi limiti (articolo 11 del Codice Deontologico).
  • Definizione chiara dei compensi e delle regole d’incarico.
  • Rilascio di documentazione fiscale del pagamento (ricevuta oppure fattura).
  • Livello adeguato di preparazione nonché costante aggiornamento professionale.
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Cos’è la psicologia?

La psicologia, disciplina delle scienze umanistiche nata intorno alla metà del ‘800, studia i processi psichici, mentali e cognitivi dell’essere umano nelle sue varie manifestazioni (consce e inconsce), attraverso l’utilizzo di metodi scientifici. É la stessa etimologia della parola a confermarlo: in greco psyché e logos significano "lo studio dell’anima".

La psicologia studia e indaga l’attività psichica dell’uomo, il comportamento e la personalità a ogni livello. Si tratta, dunque, di una disciplina complessa e sfaccettata il cui oggetto di studio privilegiato è la mente ma non solo.

La psicologia moderna, che valuta il concetto di psiche a livello scientifico e non più filosofico, si concentra anche sulle conseguenze che la mente ha sul corpo, sul comportamento e sull’azione della persona, sia nei confronti di se stesso sia in relazione con gli altri.

La psicologia è l’unione di disciplina teorica (cioè ricerca e sperimentazione per comprendere il modo di pensare, di agire e di sentire) e disciplina applicata (che sfrutta la conoscenza psicologica per migliorare la qualità della vita dell’essere umano).

Questa scienza si occupa di fornire metodi e strumenti utili allo psicologo per indagare e risolvere i disagi dell’uomo. Strumenti e competenze offerti dalla scienza che trovano applicazione nei vari contesti della vita quotidiana per il benessere psicologico dell'individuo, del gruppo ed infine della comunità.

Ne sono un esempio le fasi cicliche della vita (l'adolescenza, il diventare genitori, l'entrata nella terza età), la prevenzione e il benessere (in termini di salute, dipendenze più o meno gravi), il periodo dello sviluppo e dell'educazione (processi di formazione, scuola e apprendimento) ed organizzazione e lavoro (selezione, valutazione, analisi organizzativa, interventi sui gruppi).

I settori e gli ambiti della psicologia

La psicologia è una materia scientifica molto vasta, che prevede diversi campi di applicazione, ognuno dei quali richiede competenze differenti e peculiari. Proprio per questa varietà di settori e ambiti la professione dello psicologo prevede figure professionali diverse. Nell’immaginario comune, lo psicologo si occupa esclusivamente del disagio mentale ed emotivo e di curare pazienti con malesseri psicologici, ma non tutti sanno che ci sono ambiti di questa professione meno noti, che sono però regolamentati dall’Ordine degli psicologi.

I settori e gli ambiti della psicologia sono, per esempio, la Psicologia Clinica (di cui fa parte la psicoterapia), la Psicologia dello sviluppo e dell’educazione (è il caso della psicologia scolastica), la Psicologia del lavoro e delle organizzazioni, la Psicologia Sociale Applicata (di cui fanno parte, ad esempio, la Psicologia Forense e quella Criminale) e la più recente Psicologia sperimentale (quella, tra le altre, delle neuroscienze e della psicologia dello sport). Chi consegue la laurea magistrale di cinque anni in psicologia può, per tanto, operare come psicologo professionista in tutti i settori previsti dall’Ordinamento di competenza, seguendo tecniche e utilizzando strumenti conoscitivi d’intervento mirati all’ambito specifico in cui si trova ad operare. Settori e ambiti in cui può lavorare lo psicologo sono visionabili nel codice deontologico.

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Come si diventa psicologo-psicoterapeuta

Diventare psicoterapeuta significa arrivare sul gradino più alto, in termini di formazione, che uno psicologo possa raggiungere. Lo psicologo, per svolgere attività come psicoterapeuta, deve infatti affrontare un percorso di specializzazione al fine di ottenere il diploma della Scuola quadriennale di Specializzazione Universitaria in psicoterapia.

La Scuola, privata ma riconosciuta dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, consente allo psicologo di formarsi nello specifico ramo psicoterapico e poter svolgere, una volta conseguito il diploma, anche le attività di psicoterapia individuale, di coppia, familiare e di gruppo.

Il percorso da seguire per diventare psicologo - psicoterapeuta si sviluppa, dunque, in quattro step:

  • Laurea in psicologia, medicina oppure chirurgia.
  • Esame di stato per l’abilitazione alla professione di Psicologo oppure Medico.
  • Iscrizione all’albo professionale degli psicologi oppure dei medici e odontoiatri.
  • Diploma di Scuola privata di specializzazione in psicoterapia della durata di 4 anni.

Il medico o psicologo che consegue la Specializzazione in Psicoterapia sarà dunque abilitato, per legge, a svolgere attività di psicoterapia, ma non potrà in alcun modo prescrivere farmaci a meno che non sia un medico.

Gli strumenti di risoluzione dei problemi a disposizione dello psicoterapeuta rimangono, infatti, l’indagine, l’ascolto e la soluzione del problema del paziente.

Perché rivolgersi allo psicoterapeuta

La psicoterapia è particolarmente indicata per curare e trattare sofferenze psichiche profonde e spesso pregresse, legate alla sfera mentale, comportamentale ed emotiva. Quando ci si trova davanti a un malessere psicologico importante e significativo, che si origina molto spesso nel passato trascinandosi per lungo tempo, la figura dello psicologo può non essere sufficiente. Si rende, dunque, necessario un trattamento terapeutico mirato e specifico, che solo uno psicoterapeuta può effettuare. Lo psicoterapeuta, infatti, è in grado di attuare tutte le tecniche di indagine di uno psicologo. Ha però a disposizione ulteriori tecniche specifiche, atte a guidare il paziente verso la conoscenza interiore, il superamento di paure, angosce e disagi che sono bloccati nel passato ma che condizionano pesantemente il presente.

Si rivolgono alla figura dello psicoterapeuta, dunque, persone che soffrono di disturbi psicologici come depressione, stati di ansia, disturbi legati all’umore e all’alimentazione oppure disfunzioni di tipo psico-sessuale e stress, ma anche coloro che presentano disturbi della personalità più o meno gravi come le psicosi o le nevrosi. Attraverso un percorso guidato, basato su specifiche tecniche di indagine e su una formazione specialistica, lo psicoterapeuta accompagna il paziente verso la risoluzione dei suoi problemi interiori, quelli più radicati.

Nonostante esistano approcci psicoterapeutici differenti, basati su modelli e teorie diverse, l’obiettivo della psicoterapia rimane la riduzione della sofferenza psico - emotiva. Il rapporto che si instaura tra terapeuta e paziente, il luogo, la durata e il percorso psicoterapeuti intrapreso, ma anche e soprattutto l'intimità dei contenuti condivisi, richiedono al paziente un investimento in termini di tempo, serietà e impegno proporzionati al conseguimento degli obiettivi.

Lo psichiatra, il neuropsichiatra infantile e il neurologo

Il lavoro svolto dagli psicologi si intreccia, molto spesso, con quello di altri professionisti come lo psichiatra, il neurologo e il neuropsichiatra infantile.

Questo perché molti pazienti necessitano di trattamenti più complessi, che sfociano anche nell’ambito medico. Quando i disturbi emotivi e psicologici diventano importanti e il paziente soffre di patologie serie, la collaborazione tra psicoterapeuta e psichiatra, ad esempio, diventa fondamentale. Lo psichiatra, infatti, è un medico specializzato nei disturbi mentali in grado di intervenire anche, e soprattutto, a livello farmacologico. L’interazione lavorativa tra psicologo e psichiatra appare, dunque, indispensabile nei casi di depressione acuta, disturbi seri dell’umore fino alle gravi patologie psicotiche e nevrotiche.

Anche l’interazione tra psicologo e neurologo comporta una deviazione nel campo medico. Il neurologo è il medico che si occupa dei disturbi fisici e organici legati alla sfera del cervello, alle funzioni nervose e ai muscoli. Diagnostica, cura e previene patologie come ictus, malattie neurodegenerative e cerebrovascolari, Sclerosi Multipla, SLA e Parkinson, tumori al cervello ed epilessie.

La collaborazione con la figura dello psicologo si rende, perciò, necessaria come sostegno psichico ai paziente e ai loro familiari, per migliorarne la qualità della vita, portare all’accettazione della diagnosi e della malattia riorganizzando la propria esistenza e le proprie priorità. In che modo collaborano, invece, psicologo e neuropsichiatra infantile? Il neuropsichiatria infantile è un medico specialistico che si occupa dei disordini dello sviluppo nei bambini dalla nascita fino ai 18 anni.

Il suo campo di azione sono i problemi psicomotori, linguistici, relazionali e comportamentali nei bambini e negli adolescenti, per diagnosticare, curare e prevenire patologie neurologiche in questa delicata fascia di età.

Appare chiaro, dunque, che l’interazione tra la figura del neuropsichiatra e quella dello psicologo è bilaterale. Può essere lo psicologo a richiedere un consulto o l’intervento del neuropsichiatra infantile, qual ora sospetti problemi di natura fisica a livello neurologico, piuttosto che psicologici.

Allo stesso tempo, può invece essere il neuropsichiatra infantile a captare segnali da parte del bambino, che possano esserci problemi di natura psicologica e relazionale piuttosto che fisici o organici. L’interscambio è perciò complesso e valutabile individualmente a seconda dei casi.

Perché e importante fare prevenzione psicologica

Il benessere psicologico e mentale è importante tanto quanto quello fisico. Se ci prendiamo cura del nostro corpo perché non dovremmo farlo anche della nostra mente? Il pregiudizio, infondato, che rivolgersi a uno psicologo significhi essere "pazzo" può e deve essere superato alla soglia del terzo millennio.

Ammettere di avere un problema, un disagio, un malessere non è facile. Tutti tendono a voler nascondere le proprie debolezze per paura di essere giudicati. Ma è proprio quando si è ancora lucidi nel capire che c’è bisogno di aiuto, che si elabora e si realizza la necessità di doversi rivolgere a uno specialista. Le occasioni in cui ci si dovrebbe rivolgere a uno psicologo sono molteplici e toccano l’intero arco della vita. Sarebbe opportuno farlo ogni qual volta si avverte un senso profondo di smarrimento profondo e non si riesce a vedere alcuna via d’uscita.

Anche quando si provano forti emozioni incontrollabili, come la paura e l’angoscia che impediscono di vivere bene il presente. Rivolgersi a uno psicologo può aiutare a prevenire il peggioramento di queste situazioni, impedire che esse diventino ingestibili ed incontrollabili, con conseguenze spiacevoli. In termini di prevenzione, avere una maggiore consapevolezza di se stessi e prestare attenzione alla propria salute mentale sono un buon punto di partenza verso la guarigione. Stress, cambiamenti sul lavoro ma anche problemi familiari, eventi traumatici e angosce personali possono creare disagi e malesseri che, se affrontati in tempo, sono in grado di far ritrovare equilibrio e serenità.

L’aiuto e il supporto di uno psicologo possono insegnarci, infatti, ad affrontare le difficoltà della vita a comprendere episodi e malesseri per poi risolverli, prima che queste diventino insormontabili. Una sorta di viaggio introspettivo, sotto la guida esperta dello psicologo, che porta verso la comprensione di eventi traumatici, momenti di passaggio nella vita, difficoltà di convivenza e comunicazione con gli altri, il tutto mirato alla guarigione.

Per questo è importante fare prevenzione psicologica: dobbiamo imparare a chiedere aiuto prima che il problema sfugga di mano, prima che campanelli di allarme come disturbi del sonno, attacchi di panico, ansia oppure sbalzi umorali diventino cronici e quindi più difficili da curare.